Il Correttivo 2025 al Codice degli Appalti introduce cambiamenti significativi anche al sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti, con l’intento di migliorare la loro professionalità e capacità di gestire gli appalti pubblici in modo efficiente.
Le principali modifiche riguardano:
- Formazione obbligatoria: Le stazioni appaltanti dovranno seguire percorsi formativi specifici per poter gestire contratti di valore superiore alla loro fascia di qualificazione. L’obiettivo è assicurarsi che il personale delle stazioni appaltanti sia sempre aggiornato riguardo alle normative, alle procedure e agli strumenti digitali necessari per gestire gli appalti.
- Nuove tabelle (C-bis e C-ter): Sono state introdotte nuove tabelle che permettono una qualificazione più dettagliata e mirata delle stazioni appaltanti in base alla tipologia di contratto e alla fase di esecuzione. Queste tabelle renderanno la qualificazione più flessibile e adattabile alle esigenze delle singole stazioni.
- Incentivi per la qualificazione: È stato introdotto un sistema di incentivi per le stazioni appaltanti, in particolare per quelle che operano come soggetti aggregatori. Inoltre, sono previsti requisiti più flessibili per le fasi di esecuzione dei contratti, favorendo le stazioni appaltanti che non sono ancora qualificate. Questi incentivi aiuteranno a migliorare la qualità nella gestione degli appalti senza compromettere la tempestività nella loro esecuzione. Un’altra novità è l’ampliamento dell’offerta formativa, con la possibilità per i soggetti privati di erogare corsi di formazione, favorendo anche un’ulteriore crescita delle competenze sul territorio.
Queste modifiche al Codice degli Appalti mirano a semplificare il processo di qualificazione e a rendere le stazioni appaltanti più moderne ed efficienti, puntando sull’aggiornamento continuo e sull’uso di tecnologie avanzate nella gestione degli appalti.
Dal 1° gennaio 2025, tutte le stazioni appaltanti qualificate per la progettazione e l’affidamento di contratti saranno automaticamente qualificate anche per la fase esecutiva. Questo cambiamento semplifica la gestione integrata degli appalti.
La qualificazione diventa necessaria per gestire appalti di valore superiore a:
- 500.000 € per i lavori
- 140.000 € per i servizi e le forniture
Le stazioni appaltanti non qualificate potranno comunque gestire contratti sotto queste soglie, ma dovranno rispettare i requisiti di qualificazione per gli appalti che superano questi importi.
Il sistema di qualificazione ha lo scopo di garantire che le stazioni appaltanti siano in grado di gestire gli appalti in modo conforme ai principi di qualità, efficienza e trasparenza. Il processo di qualificazione, gestito dall’ANAC, è trasparente e aperto a tutti i soggetti che soddisfano i requisiti richiesti.
La qualificazione ha una durata di due anni e deve essere rinnovata periodicamente.
Per quanto riguarda la qualificazione con riserva, questa opzione consente alle stazioni appaltanti che non hanno ancora acquisito tutte le competenze richieste di ottenere una qualificazione temporanea. Questo permetterà loro di accumulare esperienza e ottenere la qualificazione definitiva in futuro. La qualificazione con riserva sarà disponibile fino al 30 giugno 2024, dopo di che tutte le stazioni appaltanti dovranno essere pienamente qualificate.
L’intero sistema di qualificazione è stato progettato per assicurare che le stazioni appaltanti siano in grado di gestire gli appalti pubblici in modo conforme alle normative, garantendo la massima qualità e trasparenza nella gestione dei contratti.
Per la qualificazione delle stazioni appaltanti, è necessario possedere determinati requisiti che riguardano, tra l’altro, l’organizzazione e l’efficienza della funzione di spesa, le risorse umane e l’esperienza maturata nell’ambito della progettazione, affidamento e gestione dei contratti. A partire dal 1 gennaio 2024, il possesso di piattaforme telematiche per la gestione della fase di approvvigionamento diventa un requisito essenziale per la qualificazione.
Per le stazioni appaltanti che intendono qualificarsi per i servizi e le forniture, è necessario che:
– Siano iscritte all’AUSA (Albo Unico delle Stazioni Appaltanti);
– Dispongano di un ufficio per la progettazione e l’affidamento di servizi e forniture;
– Abbiano a disposizione piattaforme telematiche di approvvigionamento, come previsto dal nuovo Codice.
A partire dal 1 gennaio 2024, le stazioni appaltanti dovranno ottenere un punteggio complessivo che varia in base al livello di qualificazione desiderato, con valori differenti per i livelli SF3, SF2 e SF1. Le stazioni appaltanti possono ottenere punteggi aggiuntivi in base all’esperienza maturata nell’utilizzo delle piattaforme telematiche, che verranno attribuiti fino al 31 dicembre 2023.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con la Circolare del 18 novembre 2024, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 273 del 21/11/2024, ha fornito importanti orientamenti e indicazioni operative per la qualificazione delle stazioni appaltanti, in conformità con quanto previsto dal nuovo Codice dei contratti pubblici.
La Circolare offre una ricostruzione dettagliata delle norme relative alla qualificazione delle stazioni appaltanti, nonché strumenti e indicazioni operative per incentivare l’adozione della qualificazione, sia per quelle che possiedono i requisiti, sia per quelle che, pur sotto le soglie di legge, decidono di qualificarsi.
Essa si compone di due sezioni principali e di un allegato tecnico contenente schede di sintesi normativa e tabelle esplicative, utili per una comprensione immediata delle disposizioni applicabili.
Nella prima parte, il Ministero chiarisce le finalità delle nuove disposizioni che riguardano la qualificazione, facendo emergere il carattere unitario di un sistema orientato a favorire la professionalizzazione delle stazioni appaltanti e a promuovere l’aggregazione e la collaborazione tra enti.
Nella seconda parte, vengono delineati i principali incentivi previsti per le stazioni appaltanti qualificate. In particolare, vengono descritti gli incentivi per quelle stazioni che soddisfano i requisiti di qualificazione e per quelle che, pur non avendo i requisiti, possono comunque beneficiare di appoggio tramite centrali di committenza o altre stazioni qualificate.
La qualificazione, secondo il Ministero, non deve essere vista solo come un obbligo normativo, ma come un’opportunità per migliorare e sviluppare la propria capacità di gestione degli appalti.
Tra gli incentivi messi in evidenza vi sono:
- Utilizzo di centrali di committenza qualificate: anche per appalti di valore inferiore alle soglie di qualificazione, le centrali di committenza offrono competenze tecniche avanzate e consentono di ottenere economie di scala.
- Strumenti di supporto da parte dell’ANAC: il sistema di vigilanza collaborativa, i pareri di precontenzioso e il Collegio consultivo tecnico sono strumenti che aiutano le stazioni appaltanti a migliorare la qualità dei documenti di gara e a risolvere eventuali controversie, rafforzando così la professionalità del personale.
- Premialità per l’impegno nella qualificazione: sono previsti incentivi, che al momento sono in fase di definizione, per le stazioni che partecipano al sistema di qualificazione, anche senza obblighi normativi.
La Circolare inoltre sottolinea che tutte le stazioni appaltanti, anche quelle non obbligate a qualificarsi, possono trarre beneficio da un percorso di miglioramento continuo. A tal fine, sono previsti ulteriori incentivi, tra cui:
- La qualificazione come standard di qualità: raggiungere il livello richiesto dalla normativa diventa un obiettivo di qualità che riflette la capacità amministrativa ed esecutiva della stazione appaltante.
- Supporto ad altre stazioni appaltanti: le stazioni qualificate possono svolgere attività di committenza ausiliaria, contribuendo alla crescita professionale di quelle non qualificate.
- Autovalutazione periodica: un confronto periodico con i requisiti di qualificazione consente alle stazioni appaltanti di identificare punti di forza e aree di miglioramento e definire azioni mirate per accrescere la propria capacità.
Un ulteriore incentivo riguarda la creazione di reti di stazioni appaltanti specializzate per materia o tipologia di contratti. Tale aggregazione consente di ottenere numerosi vantaggi, tra cui:
- Miglioramento dell’efficienza nell’affidamento e nell’esecuzione dei contratti;
- Sviluppo di competenze specifiche nei settori di riferimento;
- Riduzione dei costi e dei tempi associati agli affidamenti.
La Circolare suggerisce inoltre di promuovere l’uso di centrali di committenza per acquisti specifici e di creare piattaforme e strumenti per facilitare la condivisione di informazioni e buone pratiche.
L’ANAC è responsabile per la gestione del sistema di qualificazione e può sanzionare le stazioni appaltanti in caso di gravi violazioni. Le sanzioni vanno da un minimo di 500 € a un massimo di 1 milione di euro, a seconda della gravità dell’infrazione. Nei casi più gravi, l’ANAC può anche disporre la sospensione della qualificazione ottenuta.